CANTIERI FERMI, PREZZI ALLE STELLE: LA GUERRA DEI COSTI CHE BLOCCA IL PNRR

L’inflazione galoppante e il caro-energia hanno reso carta straccia i quadri economici sui quali sono stati aggiudicati gli appalti del PNRR. Le imprese edili, con l’ANCE in prima linea, denunciano l’impossibilità di completare le opere con i prezzi contrattualizzati anni fa e chiedono meccanismi di revisione straordinaria che i soggetti attuatori, vincolati dalle norme, non possono concedere.

Il divario insostenibile tra costi previsti e costi reali

I cantieri che oggi dovrebbero essere in piena attività, quelli con scadenze fissate entro giugno 2026, sono stati progettati e appaltati sulla base di prezzi che non esistono più. L’acciaio, il cemento, i materiali bituminosi, l’energia per alimentare macchinari e impianti: tutto è schizzato verso l’alto con percentuali a doppia cifra rispetto ai quadri economici depositati al momento dell’aggiudicazione. Il fenomeno, già esploso con la fiammata inflattiva post-pandemica, si è cronicizzato e oggi rappresenta la prima causa di blocco operativo nei cantieri finanziati con fondi pubblici. Le imprese si trovano davanti a un bivio: completare le opere in perdita, erodendo patrimoni aziendali costruiti in decenni di attività, oppure fermare i lavori e attendere condizioni più sostenibili.

Contratti blindati e margini in rosso

La rigidità dei contratti pubblici è il nodo centrale della crisi. Le clausole di revisione prezzi, dove pure sono state introdotte, operano entro limiti percentuali che non riescono a coprire gli scostamenti reali registrati negli ultimi tre anni. I meccanismi compensativi previsti dal codice degli appalti funzionano per variazioni fisiologiche, non per shock sistemici come quelli che hanno investito le materie prime e l’energia. Il risultato è che i margini delle imprese si sono assottigliati fino a diventare negativi: ogni giorno di lavoro aggiuntivo genera una perdita secca. Non si tratta di una questione di efficienza o di produttività; è un problema puramente matematico, un’equazione che non torna più e che trasforma il completamento dell’opera in un danno economico certo.

Il braccio di ferro con i soggetti attuatori

L’ANCE ha alzato il livello dello scontro, portando il tema sui tavoli del governo e delle prefetture: le imprese associate chiedono uno sblocco immediato dei meccanismi di adeguamento, con stanziamenti aggiuntivi che colmino la differenza tra i prezzi contrattuali e quelli correnti. I soggetti attuatori, dal canto loro, lamentano l’assenza di coperture normative e finanziarie per concedere revisioni così ampie. Il risultato è una situazione di stallo totale: nessuna delle due parti ha gli strumenti per uscire dall’impasse. Le stazioni appaltanti temono responsabilità erariali se autorizzano extra-costi senza una base giuridica solida; le imprese temono il fallimento se proseguono i lavori alle condizioni attuali.

La scadenza del 2026 come bomba a orologeria

Il fattore tempo rende la crisi ancora più esplosiva. Molti dei cantieri interessati sono opere finanziate dal PNRR, con scadenze vincolanti fissate al 30 giugno 2026 e sorvegliate da Bruxelles. Il paradosso è evidente: più i cantieri restano fermi nell’attesa di una soluzione, più aumenta il rischio di perdere i fondi europei e di vanificare l’intero investimento. Un intervento normativo urgente che autorizzi revisioni straordinarie, accompagnato da uno stanziamento di risorse fresche, non è più rinviabile. La credibilità del piano di ripresa e resilienza italiano passa anche e soprattutto dalla capacità di portare a termine le opere già avviate.

Fermarsi per non morire

La scelta di molte imprese di sospendere i lavori non è un atto di forza né una rivendicazione sindacale: è la decisione dolorosa di chi preferisce fermarsi oggi piuttosto che chiudere domani. Fino a quando il quadro normativo e finanziario non sarà adeguato alla realtà dei prezzi, i cantieri del PNRR resteranno quello che sono già in troppi casi: scheletri di cemento e promesse non mantenute.

PNRR e l'incubo dei costi reali (MIT/ANCE)